Giardini del Volturno (4-6 aprile 2014, Parco San Bartolomeo, Caiazzo, Caserta)

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Seconda edizione per Giardini del Volturno, mostra-mercato di fiori, piante e tutto quanto fa giardino, presso il meraviglioso parco San Bartolomeo a Caiazzo, in provincia di Caserta.

Giardini del Volturno come occasione giusta per appassionati, esperti o anche semplici curiosi di conoscere ed acquistare specie e varietà botaniche, frutto di un costante e attento lavoro di ricerca da parte dei migliori vivaisti italiani. In esposizione anche arredi da giardino, vasi e terrecotte, editoria del settore, prodotti biologici e cosmesi naturale, e tutto quanto riconduca al concetto di verde e natura come luogo in cui far rivivere i sensi.

Giardini del Volturno come possibilità di visitare un’incantevole tenuta, inserita dal 2007 nella lista dei Grandi Giardini Italiani, custodita con cura e passione dalla famiglia Marziale. All’interno del Parco una piccola oasi naturalistica con piante rare e una fauna protetta, dove abitano animali esotici come cicogne, marabù, pellicani e fenicotteri. E una Butterfly House, una casa permanente delle farfalle, che introduce i visitatori nel favoloso mondo dei lepidotteri.

Qui il programma, gli espositori, e tutte le informazioni utili sull’evento.

Festa di Primavera in famiglia e ricetta cheesecake ai lamponi (o fragole)

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Anche quando lo spazio che si ha a disposizione è ridotto, tutti dovrebbero organizzare una festa di primavera all’aperto! Per dare il benvenuto ai nuovi germogli, per inaugurare una stagione da vivere all’insegna del verde e degli altri colori della natura, per trasmettere ai propri figli il piacere della condivisione… E anche per avere una scusa per sistemare finalmente, velocemente e risolutamente tutto il verde di casa che gli impegni quotidiani ci hanno fatto trascurare!

Che sia il 21 marzo, ingresso ufficiale della nuova stagione, un compleanno o un onomastico che cade in questo periodo pre-pasquale, non importa: si tratta semplicemente di un pretesto per godere di qualche attimo di allegria in queste prime giornate più tiepide.

L’ideale è organizzare uno scambio di sorrisi primaverili intorno ad un caffè, un tè o un succo di frutta, appena tutti, grandi e piccini, siano rincasati. D’obbligo consumare una fettina della nostra torta preferita, che avremo preparato la sera che precede il piccolo evento familiare. Per rendere più piacevole l’esperienza si potrebbe provvedere ad addobbare il luogo con bandierine e lanterne, ma se lasciamo in giro qualche piantina ancora da sistemare, queste saranno certamente le decorazioni più belle!

Cheesecake ai lamponi (o fragole) (ispirata da una ricetta di California Bakery, presentata in questo video dal cuoco Thomas)

Per la base: 375 g biscotti secchi, 180 g burro, 1 cucchiaino di miele, 1 pizzico di cannella.
Per la crema: 250 g ricotta, 250 g mascarpone, 250 ml panna fresca, 125 g robiola, un vasetto di yogurt bianco, 250 g zucchero, la buccia grattugiata di un limone, una stecca di vaniglia (o una bustina di vanillina), 4 uova, un cucchiaino di farina.
Per la copertura: marmellata di lamponi, mezzo limone, lamponi freschi (oppure fragole).

Procedere come per la cheesecake alle more, tenendo conto che qui i fogli di gelatina sono sostituiti dalle uova che vanno leggermente sbattute prima di essere mescolate alla crema. Cuocere in forno a 180° per 45 minuti. Una volta fredda, tenere in frigorifero per 3 o 4 ore o comunque fino a poco prima di servire, quando avremo ricoperto la superficie con 3 o 4 cucchiai di marmellata sciolta in un pentolino insieme al succo di mezzo limone.

Semi facili, semi difficili

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Come tutti gli appassionati di giardinaggio, è improbabile che possa farmi sfuggire l’occasione di dedicare un po’ del mio tempo a quella entusiasmante pratica che consiste nella semina primaverile. Quest’anno in verità ho previsto un bel numero di esperimenti, aggiungendo all’elenco dei semi di sempre, quelli la cui germinazione rappresenta una vera sfida!

Procedere con la semina di entrambe le tipologie di semi (facili e difficili) risulta una strategia davvero vincente! La delusione derivante dalla constatazione di un fallimento viene infatti mitigata dall’esaltazione dovuta alla ricca germinazione dei semi che non ci deludono proprio mai!

Dunque, procediamo pure con la semina di piante che forse otterremo solo nei nostri sogni, ma non dimentichiamo mai, e poi mai, le confortanti e generose piantine che germinano in pochi giorni (e in percentuale altissima!) e che continuano, anno dopo anno, a farci esclamare uuuhhhh ogni volta che scorgiamo qualcosa spuntare dalla terra. Perchè… va bene la sfida, ma per quelle vere ci basta la vita!

Blossom zine… ed è già primavera!

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La primavera è già qui! Lo sento nel tepore del mattino, quando prima di scappare al lavoro innaffio le mie piante che ormai mostrano inequivocabilmente il loro bisogno quotidiano d’acqua, nei bulbi che con le loro fioriture vanno rallegrando le mie intense giornate, nelle gemme dei lillà, promessa di una nuova profumatissima stagione, nelle foglioline del melograno che s’illuminano del sole che le attraversa, nel mio passo ancora più svelto del solito, ansioso di raggiungere tutte le nuove meraviglie che ogni giorno mi va riservando…

La mia primavera ha i colori dei muscari, delle viole del pensiero e… della splendida copertina di Blossom zine! Numero primaverile ricco, oltre che di colore, di tantissime notizie dal mondo green!

E Delizie in Giardino non poteva mancare!  E’ a pag. 52, con un articolo sulle violette, primo amore in giardino e primo segno per me di una stagione che è insieme colore e profumo, stupore e soddisfazione, promessa e ricompensa!

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Green fingers, Green heart!

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Mi piacerebbe molto se al posto della locuzione Pollice Verdeche com’è noto si riferisce a chi riesce bene nella pratica del giardinaggio, si usasse la sicuramente più adatta Cuore Verde.

Green Fingers (dita verdi), come dicono gli inglesi, in verità sarebbe già meglio! E’ improbabile infatti che il giardinaggio porti chi lo pratichi a sporcarsi di verde soltanto il pollice e non anche il resto delle dita! Ma che sia pollice, anulare o mignolo, certo non c’è nessuna magia nelle mani di chi riesce a parlare alle piante! Nel giardino, come in tutte le cose, è ben altro ciò che riesce a fare la differenza!

Green fingers come from a green heart!

Lo andava affermando già Russel Page, famoso garden designer inglese (1906-1985) di cui Paolo Pejrone racconta in un articolo di una nuova e interessante rubrica di Gardenia. Ritenuto un’indiscussa autorità nel suo campo, Russel Page è legato alla storia dei più bei giardini del nostro Paese, avendo progettato ad esempio i meravigliosi Giardini La Mortella di Ischia. Pur avendo conoscenze profondissime, scrive Pejrone, Russel era un uomo di straordinaria umiltà nel rapporto con gli uomini, con le piante, con i luoghi. La sua celebre frase Green fingers are the extension of a green heart sembra proprio racchiudere il mistero del successo con le piante!

Cuore Verde, dunque, come unico segreto. Cuore Verde come disposizione d’animo di chi si mette in ascolto dei bisogni delle piante. Di chi comprende e accetta che tali bisogni possano non corrispondere alle proprie richieste e aspettative. Di chi si prende il tempo necessario per capire, e chi ne concede altrettanto. Di chi è pronto ad ammettere i propri errori e a farne tesoro. Insomma, Cuore Verde come manifesto di un atteggiamento da assumere non soltanto in giardino, ma in ogni manifestazione della vita che comporti il confronto con altri esseri viventi!

Come attirare gli uccelli in terrazzo e sul balcone

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Basta davvero poco per attirare i nostri amici pennuti in terrazzo o sul balcone. In questo periodo dell’anno, quando anche nelle regioni con climi più miti le temperature si aggirano intorno allo zero, essi gironzolano infreddoliti alla ricerca di qualcosa che possa soddisfare il loro appetito e quello dei loro piccoli. Basta mettere a loro disposizione qualche manciata di semi e gli avanzi sbriciolati di pane e biscotti (oltre che di pandoro e panettone, che sembrano proprio essere il cibo a loro più gradito!) ed essi torneranno più volte durante la giornata a fare il pieno di calorie.

Il metodo più veloce per apparecchiare una tavola appetitosa per loro, è quello di versare il cibo che abbiamo preparato in un sottovaso. Questo va posizionato in modo che essi si sentano abbastanza sicuri da avvicinarsi, e allo stesso tempo noi possiamo ammirarli comodamente da dietro i vetri senza spaventarli. E’ possibile anche preparare delle tortine di semi come ho raccontato qui. Idea sicuramente più scenografica, ma lasciare invece i semi sciolti nel sottovaso permette di capire immediatamente quali sono quelli più graditi agli uccellini che ci vengono a trovare.

Quest’anno, ai passerotti e ai merli, che da sempre frequentano il mio terrazzo, si sono uniti dei codirossi spazzacamino. I miei preferiti… anche se c’è un passerotto in particolare (vedete come si mette in posa?) che da solo riesce a cambiarmi la giornata! Tutti sembrano imparare da subito i movimenti della casa, atterrando sui semi appena i bambini, pronti per la scuola, si chiudono il portoncino alle spalle. Io, che esco di casa per ultima, ho dunque la possibilità di spiarli e fotografarli!

Il mix di semi preparato quest’anno comprende orzo, farro e grano, scritti nell’ordine di gradimento dei miei ospiti, senza contare pane, biscotti, pandoro e panettone che, come dicevo, restano le pietanze più gradite!

Chi sono invece gli uccellini che frequentano il vostro balcone? E voi, cosa preparate per loro?

Il giardino di Maria Antonietta in un libro di Elisabeth De Feydeau

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Si poteva essere regina di uno dei paesi più influenti d’Europa del diciottesimo secolo e contemporaneamente provare estremo piacere nell’affondare le proprie mani nella terra, non permettendo che un singolo fiore appassisse senza che vi si fosse posato il proprio sguardo. Accadeva nella Francia di Luigi XVI, a Maria Antonietta sua consorte. E in effetti, la vita della più famosa regina di Francia, giunta alla reggia di Versailles appena quattordicenne, trascorse tra mille contraddizioni, che la portarono anche in giardino a dividersi tra il desiderio di ricreare uno stile di vita semplice, campagnolo, che le ricordasse la sua infanzia in Austria, e la necessità di spendere ingenti somme di denaro per far fronte a tale progetto.

Il Petit Trianon e il parco circostante, a cui ci si riferisce come al giardino di Maria Antonietta, le fu donato da Luigi XVI nel 1774: A te che ami così tanto i fiori, dono questo bouquet. Un bouquet che divenne da subito il suo rifugio dal mondo, o almeno da quella vita di corte che tanto detestava. Un allontanamento che lei stessa si impose, e che più avanti le sarebbe costato caro…

From Marie-Antoinette’s garden, di Elisabeth De Feydeau, fornisce una descrizione molto dettagliata del giardino di Maria Antonietta. Sottoforma di erbario, corredato da schede botaniche e illustrazioni del diciottesimo secolo, e costruito secondo i progetti di Richard Mique, architetto della regina, il libro accompagna il lettore lungo la storia e la bellezza di un giardino pieno di fascino. Attraverso i viali formali del French Garden e i sentieri sinuosi dell’English Garden, dopo una sosta presso il Belvedere e un’altra al Temple of Love, si è condotti finalmente all’Hamlet (l’Hameau de la reine), voluto fortemente da Maria Antonietta, un vero e proprio villaggio rurale, dove ella si sentiva davvero libera dalle costrizioni imposte dalla vita a palazzo.

Numerosi nel libro gli aneddoti legati alla vita pubblica e privata della regina. Tutti rimandano alla sua grande passione per i fiori, di cui amava molto adornarsi, così come documentato dai numerosi dipinti che la ritraggono. Anche nei tristi giorni della reclusione, i fiori che Madame Richard, moglie del custode, le portava ogni mattina riuscivano a recarle sollievo e distoglievano i suoi pensieri dal destino che l’attendeva.

Maria Antonietta era molto affascinante e intelligente. Sebbene la storia ce la restituisca anche come donna frivola, irresponsabile e assetata di lusso, il libro di  Elisabeth De Feydeau contribuisce sicuramente a farcela amare, o almeno perdonare, non solo per l’eredità di un giardino che ha lasciato a tutti coloro che vogliono ammirarlo, ma per quel suo sporcarsi le mani tra nuove semine e trapianti che è tanto comune a tutti noi che abbiamo fatto del verde la nostra più grande passione.

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