Sulle orme del Grand Tour: scalata al Vesuvio

Tag

, , , , , , , , , ,

scalata_al_Vesuvio

Sarebbe bello se ad accompagnarci in una scalata al Vesuvio, vulcano campano che attira ogni giorno migliaia di visitatori da tutto il mondo, fosse Lord Hamilton in persona. Ambasciatore inglese alla corte di Napoli nella seconda metà del ‘700, collezionista d’arte, uomo di grande cultura e, soprattutto, uno tra i massimi esperti ed amanti del vulcano, così come descritto nel fortunato romanzo di Susan Sontag (pubblicato circa 20 anni fa e oramai quasi introvabile!), giunse a Napoli nel 1764 e vi rimase fino al 1800. Ah, se non ci dividessero 200 anni e più di storia! Sarebbe bello sentire da lui di Plinio, e di come la sua fine ne abbia legato per sempre il ricordo a quel vulcano che, dall’alto, ha visto anche la morte di tanti spiriti rivoluzionari al tramonto di quella che fu la Repubblica Partenopea.

Chissà se Lord Hamilton ci parlerebbe anche di Emma… Di come quella fanciulla di origini molto umili fosse riuscita, grazie alla sua bellezza e al suo (vulcanico!) temperamento, a conquistarsi un ruolo importante presso la corte di Ferdinando IV di Borbone, divenendo addirittura la miglior amica della regina Maria Carolina, la quale assisteva proprio in quegli anni alla decapitazione di sua sorella Maria Antonietta… E dell’ammiraglio Nelson? Ci parlerebbe dei suoi successi militari e della sua difesa al Regno di Napoli, o si soffermerebbe su come questi si fosse inesorabilmente portato via il cuore della sua Emma?

cratere_del_Vesuvio

 

Oggi, come ai tempi di Lord Hamilton, il Vesuvio costituisce uno dei siti di maggior interesse della Campania. La scalata potrebbe essere, a mio avviso, proprio la prima tappa per chi programma una visita al territorio che circonda Napoli. Non a caso, oltre a fornire la possibilità di avvicinarsi al cratere del vulcano più famoso al mondo, regala uno straordinario colpo d’occhio verso quel tratto di costa che, partendo dal golfo di Napoli, prosegue con i paesi circumvesuviani (tra cui Pompei ed Ercolano) per chiudersi con Sorrento, offrendo anche la vista, più in lontananza, dell’isola di Capri.

Scalata al Vesuvio, dunque, non solo come tappa obbligatoria (Con Viaggio in Campania – Sulle orme del Grand Tour, la regione Campania propone numerosi itinerari per ripercorrere le tappe dei grandi viaggiatori del Settecento, immergersi nella bellezza artistica e naturalistica, comprendere i segni della storia e assaggiare le eccellenze enogastronomiche della Campania), ma anche come anticipazione di tutte le bellezze da visitare, una volta scesi di là.

golfo_Napoli

 

GIVERNY il giardino di Monet

Tag

, , , , , ,

Giverny_il_giardino_di_Monet

Meno male che con la mente si può fuggire dove si vuole. Così da tenere a bada questo bruciante desiderio di raggiungere i luoghi dei propri sogni… L’estate li accende con la forza dirompente dei gialli e degli aranci di cui si colora la mia vista. Che il bianco dei gelsomini e l’azzurro dei plumbago possano riuscire sempre a riportare la quiete…

Nel giardino di Monet, a Giverny, un villaggio della Normandia a 75 km da Parigi, i colori dovevano esserci proprio tutti. Magari amche mescolati tra loro senza criteri che seguissero le varie teorie sul colore, le quali impongono accostamenti cromatici che rendono più gradevole tutto l’insieme. L’importante era piuttosto che creassero grandi macchie, così piene da poterci riempire una tela… Poco male se il pittore, colto da un improvviso scatto d’ira, rovinasse il lavoro eseguito lacerando quella e le altre tele che gli capitavano a tiro in uno degli atelier in cui si rinchiudeva per giorni. Bastava la notizia di una spedizione di sementi appena arrivata, dei nuovi vasi di papaveri, ninfee da far acclimatare, e sulla casa di Giverny tornava la tranquillità. E così si ricominciava a piantare, tutti insieme, Monet, i due figli, la compagna Alice e i sei figli di lei.

Alice… Sky Arte dà voce alle parole del suo diario in uno speciale intitolato Il giardino di Alice, appunto. Quanta forza per stare accanto ad un artista spesso intrattabile, ma quanta gioia nell’accompagnarlo insieme ai figli nella creazione di un giardino tra i più ammirati degli ultimi decenni, a partire dal 1980, quando è stato aperto al pubblico, e da allora meta di appassionati di tutto il mondo.

In attesa di un’estate così infuocata da non trattenermi dal mettermi sul primo aereo alla volta della Normandia per farne una personale esperienza, assaporo questo giardino nel meraviglioso libro di Dominique Lobstein, corredato dalle  splendide fotografie di Jean Pierre Gilson, che è tornato a visitare il giardino di Monet più e più volte, per vederlo cambiare con le stagioni, sorprendendosi ad ogni nuova fioritura e cogliendone delle visioni (impressioni!) con lo stesso atteggiamento che doveva essere stato dell’ideatore, o meglio, del pittore del proprio giardino.

 

Cilento in bici, l’avventura di Carla e Simona

Tag

, , , , , ,

Questa storia ve la devo proprio raccontare. Perché è una storia bella, perché è una storia vera, perché è una storia d’amore. Amore per la propria terra e la sua gente, per le proprie origini, per l’arte, la cultura, le tradizioni di un territorio tanto meraviglioso quanto (quasi) sconosciuto.

Carla Passarelli (artista) e Simona Ridolfi (insegnante) stanno compiendo un viaggio in sella alle loro biciclette, seguendo un percorso di 500 km attraverso il meraviglioso Cilento, regione della Campania in provincia di Salerno, che col suo parco nazionale è stato dichiarato dall’UNESCO patrimonio dell’umanità. La loro impresa ha uno scopo ben preciso, quello di dimostrare che l’entroterra è altrettanto interessante rispetto alla più conosciuta costa, e di tracciare un percorso che possa essere battuto da tutti quelli che in futuro vorranno seguire i loro passi.

Come bagaglio, il minimo indispensabile, compreso un tablet per documentare la singolare esperienza, un diario per Simona e carta e matite per Carla, dove annotare le impressioni sui luoghi visitati e disegnare i tratti dei volti incontrati, lungo un percorso studiato nei minimi dettagli per un viaggio che durerà circa un mese. Il tutto meravigliosamente raccontato tappa dopo tappa sul profilo facebook CiLento inBicicletta Arteracconto.

Seguire Carla e Simona, seppur da un computer o uno smartphone, regala l’emozione della continua scoperta della propria terra; la loro avventura insegna quanto si possa contribuire in maniera creativa alla valorizzazione dei beni naturalistici e culturali che ci circondano. Che tutti, ognuno a suo modo, possiamo trovare la maniera per farlo!

 

Quale terriccio per le mie piante?

Tag

, ,

terriccio_pratiko

La vita che faccio mi tiene lontana (per fortuna!) da ogni atteggiamento maniacale nella ricerca della perfezione, anche nei campi che attirano fortemente il mio interesse. E’ e rimane assolutamente quella dell’equilibrio l’unica ricerca per la quale valga davvero spendere le proprie energie! E questo vale anche nel giardinaggio!

Sappiamo bene ad esempio come, in una situazione ideale, ogni pianta dovrebbe affondare le proprie radici in un terriccio specifico che, per consistenza e composizione, tenga conto delle sue particolari esigenze (per rinfrescare la memoria leggere qui). Ma quello che l’esperienza mi ha insegnato è che ci sono piante per le quali il tipo di terriccio è una questione di sopravvivenza (penso ad alcune orchidee e acidofile), per tutto il resto c’è… il terriccio universale! È il terriccio che uso in maggiore quantità (mescolato all’occorrenza con del compost, che preparo da me e di cui prima o poi vi parlerò) e nella maggior parte dei casi non vale davvero la pena impiegare il proprio tempo a pensare a del terriccio diverso da questo!

Quello che non avevo mai pensato che si potesse risolvere era invece il problema del trasporto dei sacconi di terriccio. Che poi si pensa sempre e solo alle esigenze delle nostre piante… e a noi chi pensa? E se nella scelta del terriccio cominciassimo a pensare finalmente anche alle nostre di esigenze? Avete mai pensato che sarebbe una cosa buona ad esempio se qualcuno inventasse un modo affinché si possa riuscire a trasportare da soli e senza peggiorare il mal di schiena (con il quale prima o poi tutti dobbiamo fare i conti, eh!) litri su litri di terriccio, dal bagagliaio dell’auto fin su al secondo piano di un’abitazione senza ascensore, per raggiungere finalmente il terrazzo di casa, magari accorgendosi che il sacchetto da 80 litri non bastava neanche a riempire due o tre dei sei vasi che già attendevano da un mese di ricevere le nostre attenzioni?

Ebbene, sono felice di annunciarvi che ci hanno già pensato! Terriccio Pratiko è una linea di prodotti per il giardinaggio, naturali ed ecologici, che risolve, tra gli altri, proprio il problema di chi viene fortemente limitato nell’esercizio della propria passione verde dall’impossibilità di trasportare grandi quantità di terriccio. Tra i prodotti, infatti, troviamo confezioni super leggere di terriccio compresso, che sviluppano una quantità quattro volte maggiore! Basta aggiungere dell’acqua, come è spiegato nei video tutorial, e il gioco è fatto!

Dimenticavo, Terriccio Pratiko non è solo terriccio! Tra i prodotti, anche degli utilissimi vasi biodegradabili, che risolvono in maniera veloce e pratica (!) un altro grande problema degli appassionati di giardinaggio, quello del rinvaso!

Trovate tutte le informazioni su Terriccio Pratiko su www.terricciopratiko.com.

terriccio_compresso

 

Feste in giardino

Tag

, ,

festa_in_giardino

Tenere in ordine un giardino non è cosa semplice. A meno che non si disponga di economie che consentano di delegarne puntualmente pulizia e riassetto a ditte specializzate, bisogna trovare il tempo, il modo e le forze per occuparsene personalmente, senza ovviamente trascurare le tante occupazioni quotidiane che ci tengono impegnati!

Ciò che trovo davvero utile, affinchè il giardino non diventi luogo abbandonato e triste, è approfittare dei piccoli eventi familiari per organizzare i festeggiamenti nel verde di casa. Gli appassionati del vivere in natura non riterranno insopportabile l’idea di spendere le proprie energie in attività all’aperto, anzi! Ogni attimo vissuto nel proprio spazio verde, seppur spesso faticoso, sarà per loro motivo di gioia!

E così, per chi ama il giardino, una festa lunga una giornata può magicamente durare anche un mese intero: tutto il tempo necessario a rendere accogliente il luogo prescelto per il ricevimento!

Anto_giardino

A festa finita, quando gli ospiti saranno andati via, la mente si accenderà di tutte le cose belle di quel giorno speciale, come i petali di rosa su una processione di bambini vestiti di bianco (e lui curioso che guarda su), il suo “eccomi!” così bello scandito che ancora non mi sembra vero, l’abbraccio di una nonna felice, il corteo fino a casa come tredici anni fa… ma anche di tutte quelle volte che, tra una fatica e l’altra, ci si è seduti su una panchina aspettando di recuperare le forze. E si è lasciato che la mente corresse dietro tutto ciò che di bello veniva ispirato da un ramo di sambuco pieno zeppo di fiori, inarcato fin quasi a mettersi a riposare su un cuscino di erba miseria. E sì, pure di tutte le volte che ci si è rammaricati per braccia troppo deboli che non riescono a star dietro ai desideri…

Ci si sentirà grati per tutte le cose che ci sono state donate, l’amore, i bambini, la famiglia, gli amici… e tutto questo verde, che da sempre accompagna i miei giorni più felici e che a malapena riesco a fotografare, perchè intanto arrivano gli ospiti… la festa comincia!

feste_in_giardino

Progetti di giardini negli Stati Uniti

Tag

, , , ,

il_giardino_dei_miei_sogni

ph. credit: Good Housekeeping

Si chiama Il giardino dei miei sogni (The outdoor room, il titolo originale). E’ il programma televisivo a tema giardino che sto guardando in questo periodo. Be’, di ritorno da pochi giorni dagli States, impressionata (ogni volta!) dalla cura del verde pubblico (?) di un Paese dove tutto sembra funzionare alla perfezione, e curiosa di sapere cosa nascondano gli americani nel retro delle loro case, il programma è caduto proprio a fagiolo!

Un paesaggista americano gira in lungo e in largo gli Stati Uniti alla ricerca dell’ispirazione giusta per progettare i giardini dei suoi committenti. Indovinatissima la combinazione del suo lavoro con la passione per i viaggi. In ogni puntata della serie in onda su Lei (canale Sky), Jamie  Durie, questo il nome del designer, sceglie il tema del progetto ascoltando innanzitutto le esigenze dei proprietari del giardino da ridisegnare, ma anche assecondando il suo personale desiderio di visitare un luogo mai visto prima, da dove trae idee e spunti che riporta poi nei suoi disegni. Risultato: se siamo appassionati di giardini e al contempo desiderosi di girovagare un po’ per gli Stati Uniti, questo è il programma giusto per noi!

Come c’è da aspettarsi, in un Paese dove non si costruisce pensando a qualcosa che sopravviva a noi stessi, il materiale più utilizzato è il legno, in casa come in giardino. Tavolati per camminamenti dalla casa alle varie zone del giardino, e vere e proprie stanze a cielo aperto che diventano prolungamenti dell’abitazione (da qui il titolo originale!) . C’è anche un po’ di Europa alle volte, come nel progetto ispirato dallo stile delle case di New Orleans, dove è possibile trovare qualche elemento che riporta allo stile italiano e francese, ma per lo più si tratta di giardini che sono altro da quelli a cui siamo abituati, ma che trovo davvero utile guardare. Per allargare i nostri orizzonti e per riflettere su alcune trovate che rendono il giardino molto funzionale. E su questo credo che dagli Americani possiamo davvero imparare molto!

Giardini del Volturno (4-6 aprile 2014, Parco San Bartolomeo, Caiazzo, Caserta)

Tag

, , , , , , , ,

Giardini_del_Volturno_Parco_San_Bartolomeo

Seconda edizione per Giardini del Volturno, mostra-mercato di fiori, piante e tutto quanto fa giardino, presso il meraviglioso parco San Bartolomeo a Caiazzo, in provincia di Caserta.

Giardini del Volturno come occasione giusta per appassionati, esperti o anche semplici curiosi di conoscere ed acquistare specie e varietà botaniche, frutto di un costante e attento lavoro di ricerca da parte dei migliori vivaisti italiani. In esposizione anche arredi da giardino, vasi e terrecotte, editoria del settore, prodotti biologici e cosmesi naturale, e tutto quanto riconduca al concetto di verde e natura come luogo in cui far rivivere i sensi.

Giardini del Volturno come possibilità di visitare un’incantevole tenuta, inserita dal 2007 nella lista dei Grandi Giardini Italiani, custodita con cura e passione dalla famiglia Marziale. All’interno del Parco una piccola oasi naturalistica con piante rare e una fauna protetta, dove abitano animali esotici come cicogne, marabù, pellicani e fenicotteri. E una Butterfly House, una casa permanente delle farfalle, che introduce i visitatori nel favoloso mondo dei lepidotteri.

Qui il programma, gli espositori, e tutte le informazioni utili sull’evento.

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 660 follower