Amarene sciroppate

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È tempo di amarene! C’è da ricordarsene per tempo e provvedere in fretta ad ordinarle al proprio fruttivendolo di fiducia perché basta un attimo di distrazione e si rischia di non trovarne più in giro! 

Quest’anno, per fortuna, non abbiamo avuto temporali improvvisi che avrebbero potuto guastare irrimediabilmente i frutti, così questi si presentano così belli integri che non possiamo assolutamente perdere l’occasione di riempire la dispensa di amarene sciroppate! Già pregusto la prossima festa di San Giuseppe, quando me ne servirò per le zeppole, sempre che non finiscano prima a furia di accompagnarle a creme e gelati! :)

Amarene sciroppate 

1 kg amarene (pulite e denocciolate); 750 g zucchero.

Lavare, pulire, e denocciolare le amarene; coprirle con lo zucchero; lasciar macerare per 24 ore circa; mettere su fuoco medio; prima che i frutti si sfaldino (dopo circa 7/8 minuti dall’ebollizione sollevarli con una schiumarola e versarli nei barattoli; continuare la cottura dello sciroppo facendolo addensare (15/20 minuti circa); versare lo sciroppo ancora bollente nei barattoli fino a coprire le amarene; tappare i barattoli e capovolgerli su un canovaccio fino a raffreddamento; conservare lo sciroppo avanzato per dissetanti bibite estive. 

Un angolo verde in terrazzo

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Sapete quanto tengo al mio giardino, quello di città, come quello di campagna, ma è su un piccolo balcone/terrazzo che passo la maggior parte del mio tempo libero, ed è qui che riesco a monitorare in modo preciso i miei esperimenti botanici. 

Quando ho cominciato ad occuparmi di questo spazio, era uno luogo completamente privo di piante, ed è stato bello vederlo riempirsi via via negli anni delle mie essenze preferite o di quelle che semplicemente mi incuriosivano. 

Ciò che ho trovato molto utile è stata la decisione di ragionare in altezza, ovvero su come riempire le pareti anziché il pavimento, sia considerando le piccole dimensioni del terrazzo, sia perché ci tenevo a creare uno spazio in cui il verde fosse ad altezza degli occhi.

Una volta presa tale decisione, ho cominciato a procedere un passettino per volta, disegnandomi nella mente e sulla carta dei piccoli quadri vegetali e poi realizzandoli pian piano.

In foto vedete l’ultimo pezzetto di terrazzo su cui ho lavorato. Mi piaceva l’idea di veder circondata la fontanina di verde e che ciò accadesse in fretta, così ho scelto piante dalla crescita veloce, come il polygonum aubertii che vedete sulla sinistra ed una succulenta sulla destra (cresciuta da una talea raccolta per strada). Sulla parte inferiore ho voluto una ligularia perché mi dà l’idea di una pianta acquatica che dunque nelle vicinanze di una fontana funziona bene. Infine un asparagus setaceus per riempire gli spazi vuoti.

La danza dei lillà

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Sono stata alla casa in collina. La bellezza dei giardini di campagna è commovente. Mancavo da mesi. Il vicino si è diligentemente preso cura del suo campo: in modo puntuale avrà provveduto a rivoltare il terreno e anche a seminarlo, dunque l’aspetto di quel lato verso la valle è quello che ho imparato ad aspettarmi ogni volta che arrivo. C’è invero una novità: due tralicci della corrente elettrica, per fortuna abbastanza distanti per doversene rammaricare.

Il sorbo degli uccellatori, quello che credevo morto, ha delle foglioline alla base del tronco. Si riprenderà? Dovrà fare i conti con l’andamento delle prossime stagioni, e con il suo essere capitato in un giardino di campagna, dove la mano dell’uomo sulle piante che si coltivano solo per abbellimento è una mano leggera, di chi impiega tutto il suo tempo nell’orto oppure di chi come me vi si reca solo per vacanza.

Poteva essere più fortunato il sorbo, che so, capitare in un giardino coccolato di un collezionista botanico, di un proprietario attento ad ogni piccolo spostamento di ogni singola foglia delle piante ospiti del suo giardino. Ma è proprio questo giardino libero che riserva emozioni così grandi da far tremare il cuore. Come una siepe di lillà di cui nessuno ha cura, carica di fiori che meravigliosi e morbidi ondeggiano al vento, in una danza che si starebbe a guardare per ore in un giorno in cui si è deciso di non pensare ad altro che a quello che è al di fuori di se stessi…

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Come potare Ortensia Hydrangea Annabelle

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Ho potato più tardi del solito le ortensie dell’aiuola contro la parete esterna del muro di cinta del giardino. Si tratta precisamente di piante di Hydrangea arborescens Annabelle. Anziché intervenire entro febbraio, come mi ero imposta, le ho potate a marzo, precisamente il 17. Ero un po’ preoccupata del ritardo, ma non più di tanto in verità, dato che la fioritura dell’Hydrangea arborescens Annabelle avviene sui rami dell’anno e quindi non sarebbe stata pregiudicata da un intervento non proprio attentissimo. Ho comunque aspettato fino ad oggi per pubblicare il video che vedete qui sotto, poiché volevo prima accertarmi che fossero spuntati i nuovi capolini, cosa avvenuta regolarmente negli ultimi giorni.

Spero che il video vi piaccia e che possa trasmettervi il messaggio che con alcune piante non è necessario che ci comportiamo sempre come giardinieri perfetti… evviva! :)

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Intervista Radio Capodistria

In queste giornate frenetiche di primavera, alle prese con una vita sempre di corsa e con l’improvvisa esuberanza delle piante di cui in inverno puntualmente ci si dimentica e che ci porta ora a trascorrere più tempo del solito in giardino, capita anche di essere intervistati via telefono mentre la fioritura dei glicini è così abbondante che il profumo ci toglie quasi il respiro, mettendo in seria difficoltà la riuscita stessa dell’intervista! :)

Scherzi a parte, sono stata contattata qualche giorno dalla giornalista Marisa Macchi che conduce il  programma Calle degli Orti Grandi di Radio Capodistria per un’intervista su Donne, fiori e giardini. Una piacevolissima esperienza, l’occasione per parlare di questa mia grande passione per il giardinaggio che mi ha portato nel 2010 ad aprire il blog Delizie in Giardino e che deve aver trovato modo per giungere fino in Slovenia!

Si è parlato di piante, di giardini e del mondo che accomuna chi ha una particolare sensibilità green. Ci sarebbe voluto in verità un pomeriggio intero per riuscire a far entrare nell’intervista tutto quello di cui avrei voluto parlare. In compenso spero sia piacevole per voi questo breve condensato di passione verde, al profumo di fiori d’arancio, gelsomino, sambuco e filadelfo.

Strelitzia: messa a dimora

Una delle strelitzie che avevamo in cortile era diventata così grande che il vaso, non riuscendo più a contenerla, si era spaccato. Abbiamo dunque pensato di trasferire la pianta in giardino, scegliendole per compagne le piante dell’aiuola tropicale. Abbiamo però prima diviso il cespo (enorme!) utilizzando accetta e arnesi vari. Abbiamo ricavato tre parti, ognuna delle quali ha trovato posto tra le panchine lungo il viale grande che conduce al fienile. Nel video potrete seguire la messa a dimora. E’ il primo video che giro in giardino… Spero vi piaccia!

Tropaeolum (nasturzio): trapianto

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Avevo rivisto una foto del mio balcone di un paio di anni fa in cui si notava una cascata di edera (che veniva giù dai vasetti che vedete alle mie spalle) su cui spiccavano alcuni fiori gialli di nasturzio:

alfonsina_balcone

Non ho resistito a ripiantarne alcuni semi per ricreare lo stesso effetto! In questo video vedrete le piantine già grandicelle nate nelle confezioni delle uova che utilizzo per la semina e come vado trapiantandole qua e là sul mio balcone. Spero vi piaccia! A presto!

Kniphofia uvaria: messa a dimora

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Mi sono divertita molto a girare questo video in cui metto a dimora dei rizomi di Kniphofia uvaria! Li ho trovati la settimana scorsa da Lidl insieme ad altro di cui vi aggiornerò. Kniphofia uvaria la cercavo da tempo. Nella zona dell’Irpinia che frequento ce l’hanno in molti. Trovo che sia una pianta molto estiva: il colore arancio acceso dei fiori sfida la luce più intensa delle ore più calde della giornata… Sul mio balcone in città, che riceve molto sole, starà benissimo!

Spero che il video vi piaccia! A presto!

 

Spaghetti al pesto di avocado e basilico

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I frutti dell’avocado non li scorgi subito sull’albero… devi farci un po’ l’occhio a distinguerli tra le fronde rigogliose. Si mimetizzano in mezzo alle foglie, scure e lucenti pure loro! Devi fermarti un attimo, aguzzare la vista, finché non ne avvisti prima uno, poi due, tre… Caspita, quest’anno più di venti! Che regalo! A meno che l’esemplare non abbia almeno un compagno di gruppo fiorale diverso, pare infatti che la produzione possa risultare anche molto esigua.

Raccolti ancora sodi, bisogna attendere qualche giorno prima che maturino. E’ assolutamente necessario aspettare che sia il momento giusto prima di tagliarli e pelarli, altrimenti si rischia di perderli. Si tastano con delicatezza per controllare che siano abbastanza morbidi su tutta la superficie. L’attesa ci rende quasi trepidanti… ma quando è arrivato il momento giusto, allora possiamo liberare tutta la nostra creatività e lasciarci guidare dalla versatilità di un ingrediente che si presta alle preparazioni più fantasiose!

Io preferisco comunque mantenermi sul classico, e preparare piatti che possano essere graditi a tutta la famiglia. Visto allora che il basilico sul balcone non manca, ma che non è neanche giusto privarsene del tutto, un pesto all’avocado e basilico è quello che ci vuole! L’avocado infatti fa massa, rendendo abbondante e  cremoso il condimento e conferendo al pesto un sapore più gentile… assolutamente da provare!

Spaghetti al pesto di avocado e basilico

Ingredienti (per 4 persone) – 500 g spaghetti o vermicelli (io preferisco questi ultimi); 2 avocadi, un pezzetto di parmigiano, una manciata di basilico, una manciata di pinoli, 2+1 spicchi d’aglio, 7/8 pomodorini, sale, olio evo.

Esecuzione – Soffriggere uno spicchio d’aglio in un giro di olio e saltare i pomodorini tagliati in due o quattro parti e salati. Preparare il pesto frullando la polpa degli avocadi, il basilico, i pinoli, il parmigiano, l’aglio, il sale e l’olio. Cuocere al dente gli spaghetti in acqua salata, condire col pesto (diluito all’occorrenza con dell’acqua di cottura) e decorare i piatti con i pomodorini.

Crostata con crema al mascarpone e fichi caramellati

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crostata mascarpone fichiA casa mia funziona più o meno così: il giardino di città o di campagna ci fa una bella sorpresa, e io per ringraziarlo preparo una torta per la domenica! :)

In questo caso, l’autore dell’ispirazione è stato il fico, che si è finalmente deciso a lasciar maturare i suoi frutti (di solito questo avviene in agosto, ma quest’anno sapete bene gli scherzi che ci hanno combinato le stagioni!). La crostata è velocissima da preparare e gustosissima…

Crostata con crema al mascarpone e fichi caramellati

Ingredienti – Pasta frolla (per la ricetta leggi qui), 250 g mascarpone, 250 g panna fresca, 100 g zucchero, 2 uova, un limone, mezzo cucchiaio di farina, un cestino di fichi neri, 50 g zucchero per caramellare.

Esecuzione – Preparare la pasta frolla e riporla in frigo. Montare la panna e mescolarla al mascarpone e allo zucchero facendo attenzione a non farla smontare. Aggiungere le uova leggermente sbattute, la scorza grattugiata di mezzo limone e la farina setacciata. Foderare di pasta frolla uno stampo apribile di 20/25 cm di diametro con base rivestita di carta forno; versare la crema e rifilare il bordo ad un’altezza di mezzo centimetro sopra il livello della crema. Mettere in forno preriscaldato a 180° e cuocere per 40 minuti. Una volta raffreddata, ricoprire la torta di fichi precedentemente tagliati in quattro e caramellati nello zucchero con alcune gocce di succo e buccia grattugiata del limone.