Come potare Ortensia Hydrangea Annabelle

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Ho potato più tardi del solito le ortensie dell’aiuola contro la parete esterna del muro di cinta del giardino. Si tratta precisamente di piante di Hydrangea arborescens Annabelle. Anziché intervenire entro febbraio, come mi ero imposta, le ho potate a marzo, precisamente il 17. Ero un po’ preoccupata del ritardo, ma non più di tanto in verità, dato che la fioritura dell’Hydrangea arborescens Annabelle avviene sui rami dell’anno e quindi non sarebbe stata pregiudicata da un intervento non proprio attentissimo. Ho comunque aspettato fino ad oggi per pubblicare il video che vedete qui sotto, poiché volevo prima accertarmi che fossero spuntati i nuovi capolini, cosa avvenuta regolarmente negli ultimi giorni.

Spero che il video vi piaccia e che possa trasmettervi il messaggio che con alcune piante non è necessario che ci comportiamo sempre come giardinieri perfetti… evviva! :)

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Intervista Radio Capodistria

In queste giornate frenetiche di primavera, alle prese con una vita sempre di corsa e con l’improvvisa esuberanza delle piante di cui in inverno puntualmente ci si dimentica e che ci porta ora a trascorrere più tempo del solito in giardino, capita anche di essere intervistati via telefono mentre la fioritura dei glicini è così abbondante che il profumo ci toglie quasi il respiro, mettendo in seria difficoltà la riuscita stessa dell’intervista! :)

Scherzi a parte, sono stata contattata qualche giorno dalla giornalista Marisa Macchi che conduce il  programma Calle degli Orti Grandi di Radio Capodistria per un’intervista su Donne, fiori e giardini. Una piacevolissima esperienza, l’occasione per parlare di questa mia grande passione per il giardinaggio che mi ha portato nel 2010 ad aprire il blog Delizie in Giardino e che deve aver trovato modo per giungere fino in Slovenia!

Si è parlato di piante, di giardini e del mondo che accomuna chi ha una particolare sensibilità green. Ci sarebbe voluto in verità un pomeriggio intero per riuscire a far entrare nell’intervista tutto quello di cui avrei voluto parlare. In compenso spero sia piacevole per voi questo breve condensato di passione verde, al profumo di fiori d’arancio, gelsomino, sambuco e filadelfo.

Strelitzia: messa a dimora

Una delle strelitzie che avevamo in cortile era diventata così grande che il vaso, non riuscendo più a contenerla, si era spaccato. Abbiamo dunque pensato di trasferire la pianta in giardino, scegliendole per compagne le piante dell’aiuola tropicale. Abbiamo però prima diviso il cespo (enorme!) utilizzando accetta e arnesi vari. Abbiamo ricavato tre parti, ognuna delle quali ha trovato posto tra le panchine lungo il viale grande che conduce al fienile. Nel video potrete seguire la messa a dimora. E’ il primo video che giro in giardino… Spero vi piaccia!

Tropaeolum (nasturzio): trapianto

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Avevo rivisto una foto del mio balcone di un paio di anni fa in cui si notava una cascata di edera (che veniva giù dai vasetti che vedete alle mie spalle) su cui spiccavano alcuni fiori gialli di nasturzio:

alfonsina_balcone

Non ho resistito a ripiantarne alcuni semi per ricreare lo stesso effetto! In questo video vedrete le piantine già grandicelle nate nelle confezioni delle uova che utilizzo per la semina e come vado trapiantandole qua e là sul mio balcone. Spero vi piaccia! A presto!

Kniphofia uvaria: messa a dimora

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Mi sono divertita molto a girare questo video in cui metto a dimora dei rizomi di Kniphofia uvaria! Li ho trovati la settimana scorsa da Lidl insieme ad altro di cui vi aggiornerò. Kniphofia uvaria la cercavo da tempo. Nella zona dell’Irpinia che frequento ce l’hanno in molti. Trovo che sia una pianta molto estiva: il colore arancio acceso dei fiori sfida la luce più intensa delle ore più calde della giornata… Sul mio balcone in città, che riceve molto sole, starà benissimo!

Spero che il video vi piaccia! A presto!

 

Spaghetti al pesto di avocado e basilico

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I frutti dell’avocado non li scorgi subito sull’albero… devi farci un po’ l’occhio a distinguerli tra le fronde rigogliose. Si mimetizzano in mezzo alle foglie, scure e lucenti pure loro! Devi fermarti un attimo, aguzzare la vista, finché non ne avvisti prima uno, poi due, tre… Caspita, quest’anno più di venti! Che regalo! A meno che l’esemplare non abbia almeno un compagno di gruppo fiorale diverso, pare infatti che la produzione possa risultare anche molto esigua.

Raccolti ancora sodi, bisogna attendere qualche giorno prima che maturino. E’ assolutamente necessario aspettare che sia il momento giusto prima di tagliarli e pelarli, altrimenti si rischia di perderli. Si tastano con delicatezza per controllare che siano abbastanza morbidi su tutta la superficie. L’attesa ci rende quasi trepidanti… ma quando è arrivato il momento giusto, allora possiamo liberare tutta la nostra creatività e lasciarci guidare dalla versatilità di un ingrediente che si presta alle preparazioni più fantasiose!

Io preferisco comunque mantenermi sul classico, e preparare piatti che possano essere graditi a tutta la famiglia. Visto allora che il basilico sul balcone non manca, ma che non è neanche giusto privarsene del tutto, un pesto all’avocado e basilico è quello che ci vuole! L’avocado infatti fa massa, rendendo abbondante e  cremoso il condimento e conferendo al pesto un sapore più gentile… assolutamente da provare!

Spaghetti al pesto di avocado e basilico

Ingredienti (per 4 persone) – 500 g spaghetti o vermicelli (io preferisco questi ultimi); 2 avocadi, un pezzetto di parmigiano, una manciata di basilico, una manciata di pinoli, 2+1 spicchi d’aglio, 7/8 pomodorini, sale, olio evo.

Esecuzione – Soffriggere uno spicchio d’aglio in un giro di olio e saltare i pomodorini tagliati in due o quattro parti e salati. Preparare il pesto frullando la polpa degli avocadi, il basilico, i pinoli, il parmigiano, l’aglio, il sale e l’olio. Cuocere al dente gli spaghetti in acqua salata, condire col pesto (diluito all’occorrenza con dell’acqua di cottura) e decorare i piatti con i pomodorini.

Crostata con crema al mascarpone e fichi caramellati

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crostata mascarpone fichiA casa mia funziona più o meno così: il giardino di città o di campagna ci fa una bella sorpresa, e io per ringraziarlo preparo una torta per la domenica! :)

In questo caso, l’autore dell’ispirazione è stato il fico, che si è finalmente deciso a lasciar maturare i suoi frutti (di solito questo avviene in agosto, ma quest’anno sapete bene gli scherzi che ci hanno combinato le stagioni!). La crostata è velocissima da preparare e gustosissima…

Crostata con crema al mascarpone e fichi caramellati

Ingredienti – Pasta frolla (per la ricetta leggi qui), 250 g mascarpone, 250 g panna fresca, 100 g zucchero, 2 uova, un limone, mezzo cucchiaio di farina, un cestino di fichi neri, 50 g zucchero per caramellare.

Esecuzione – Preparare la pasta frolla e riporla in frigo. Montare la panna e mescolarla al mascarpone e allo zucchero facendo attenzione a non farla smontare. Aggiungere le uova leggermente sbattute, la scorza grattugiata di mezzo limone e la farina setacciata. Foderare di pasta frolla uno stampo apribile di 20/25 cm di diametro con base rivestita di carta forno; versare la crema e rifilare il bordo ad un’altezza di mezzo centimetro sopra il livello della crema. Mettere in forno preriscaldato a 180° e cuocere per 40 minuti. Una volta raffreddata, ricoprire la torta di fichi precedentemente tagliati in quattro e caramellati nello zucchero con alcune gocce di succo e buccia grattugiata del limone.

Stelline di cotognata

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caramelle di cotognataOggi è difficile trovare bambini che possano preferire una salutare confettura fatta in casa a tutte quelle tentazioni confezionate di cui sono ricolmi i ripiani del supermercato. Ma vuoi mettere una bacchetta magica alla cotogna? Nessun bambino resisterà! :)

Stelline di cotognata

Basta preparare della cotognata come spiego qui e ritagliarla con una formina per biscotti a forma di stella. Passare le caramelle ottenute nello zucchero semolato e infilarci degli stecchini. Ideali per una festa di bambini o per il buffet di Natale.

Caramelle di cotognata

Quando si hanno a disposizione delle mele cotogne non si può non utilizzarne qualcuna per preparare la cotognata! Si tratta di rivivere gesti che ci riportano all’infanzia, che ci ricordano le nostre nonne, e poi le mamme, intente in cucina a prepararla e a decantarne le proprietà nutritive.

Le caramelle di cotognata mi ricordano le cose semplici, mi scrive Carla su Instagram, l’autunno in campagna, la sua luce dorata e radente e l’aria frizzante, i buoni sapori di una volta, la mia adorata nonna… Come descriverle meglio di così?

Caramelle di cotognata

Ingredienti per (circa) tre barattoli di caramelle – 2 kg mele cotogne; 600 g zucchero (per ogni Kg di purea di mele ottenuta) + zucchero q.b. per ricoprire le caramelle; 1 limone; acqua.

Esecuzione – Lavare accuratamente le mele con uno spazzolino per eliminare la peluria. Tagliarle a pezzi eliminando la parte con i semi e lasciando la buccia. Metterle sul fuoco in una pentola con un bicchiere d’acqua o quanto ne serve per lasciare ammorbidire le mele. Ridurle a purea con un passaverdura o un frullatore. Pesare e aggiungere 600 g di zucchero (per ogni Kg di purea di mele ottenuta) e il succo di un limone. Cuocere a fuoco medio finché non si noti la confettura scivolare sul fondo della pentola mentre la si mescola con un cucchiaio di legno.  Una volta pronta, versare la confettura in una teglia, in modo che lo spessore risulti di un centimetro circa. Lasciar raffreddare, sformare dalla teglia e tagliare a cubetti. Ripassare in forno a 120°, lasciando uno spiraglio aperto, finché le caramelle non risultino asciutte. Passare nello zucchero semolato e conservare in barattolo di vetro o scatola di latta. Idea creativa: stampare delle tavole botaniche del cotogno (cydonia oblonga) e infilarle nei barattoli prima di riempirli di caramelle e regalarli.

Rigatoni con mele cotogne, pancetta e provolone

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rigatoni_mela_cotogna_pancetta_provoloneCredo di poter affermare con una certa convinzione che l’autunno sia definitivamente la mia stagione preferita! I bambini riprendono finalmente la scuola permettendo a noi mamme lavoratrici di ricominciare la nostra routine con un minimo di serenità; si può finalmente scendere in giardino senza che il caldo ci faccia rinunciare ad intraprendere anche il lavoro più leggero; e si torna a godere del pranzo del sabato che si è avuto un po’ più di tempo di pianificare, magari utilizzando ingredienti che ci ha regalato il giardino durante la settimana trascorsa. Questo è appunto un piatto costruito tutto intorno alla gioia di scoprire che le mele cotogne in giardino erano pronte per essere raccolte e al ricordo di una ricetta per qualche motivo finita nella mia tradizione culinaria.

Rigatoni con mele cotogne, pancetta e provolone

Ingredienti per 4 persone – 400 g rigatoni; 2 scalogni; 150 g pancetta; mezzo bicchiere di vino bianco; 2 mele cotogne; mezzo limone; 100 g provolone semipiccante; sale; pepe; olio evo.

Esecuzione – Lavare le mele strofinandole con uno spazzolino per eliminare la peluria dalla buccia; tagliarle a pezzetti privandole della parte interna con i semi (lasciando la buccia) e mettendole man mano a bagno in acqua e succo di limone; scolarle e  lasciarle ammorbidire in una pentola con un po’ d’acqua. In una padella far rosolare nell’olio lo scalogno tagliato finemente e la pancetta a listarelle. Sfumare con il vino bianco e lasciar consumare lo scalogno a fuoco lento. Aggiungere le mele. Portare a ebollizione l’acqua salata e calare i rigatoni scolandoli al dente. Unirli al condimento e saltare in padella. Servire con un’abbondante manciata di provolone e pepe.