È bastata un po’ di pioggia e in una settimana il giardino è tutto rinverdito! Il Clerodendrum bungei è tornato a fiorire, dimostrandomi che forse non ho sbagliato a trattenere le cesoie quando alla fine dell’estate gli steli apparivano arsi da un’afa oltremodo prolungata. La pazienza del giardiniere… ed intanto ora è tutto un rifiorire di capolini rosa su steli altissimi che invogliano ad addentrarsi in mezzo alle bordure abbandonando i sentieri, per guardare la luce trasparire dall’alto attraverso foglie leggere e ruvide, mentre coppie di farfalle variopinte svolazzano intorno come mai negli ultimi anni, ed il canto degli uccelli ci illude di trovarci in un luogo sperduto di chissà quale riserva naturale e non in un giardino in centro città. Solo le campane dell’Annunziata improvvisamente ci offrono un collegamento con l’esterno, ma è dolce sentire anche loro, e sperare che i sentimenti di pace e gratitudine suscitati da tale bellezza li si possa esprimere attraverso i nostri sguardi e le nostre parole per il mondo.

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