Tag

, , , , , ,

Giverny_il_giardino_di_Monet

Meno male che con la mente si può fuggire dove si vuole. Così da tenere a bada questo bruciante desiderio di raggiungere i luoghi dei propri sogni… L’estate li accende con la forza dirompente dei gialli e degli aranci di cui si colora la mia vista. Che il bianco dei gelsomini e l’azzurro dei plumbago possano riuscire sempre a riportare la quiete…

Nel giardino di Monet, a Giverny, un villaggio della Normandia a 75 km da Parigi, i colori dovevano esserci proprio tutti. Magari amche mescolati tra loro senza criteri che seguissero le varie teorie sul colore, le quali impongono accostamenti cromatici che rendono più gradevole tutto l’insieme. L’importante era piuttosto che creassero grandi macchie, così piene da poterci riempire una tela… Poco male se il pittore, colto da un improvviso scatto d’ira, rovinasse il lavoro eseguito lacerando quella e le altre tele che gli capitavano a tiro in uno degli atelier in cui si rinchiudeva per giorni. Bastava la notizia di una spedizione di sementi appena arrivata, dei nuovi vasi di papaveri, ninfee da far acclimatare, e sulla casa di Giverny tornava la tranquillità. E così si ricominciava a piantare, tutti insieme, Monet, i due figli, la compagna Alice e i sei figli di lei.

Alice… Sky Arte dà voce alle parole del suo diario in uno speciale intitolato Il giardino di Alice, appunto. Quanta forza per stare accanto ad un artista spesso intrattabile, ma quanta gioia nell’accompagnarlo insieme ai figli nella creazione di un giardino tra i più ammirati degli ultimi decenni, a partire dal 1980, quando è stato aperto al pubblico, e da allora meta di appassionati di tutto il mondo.

In attesa di un’estate così infuocata da non trattenermi dal mettermi sul primo aereo alla volta della Normandia per farne una personale esperienza, assaporo questo giardino nel meraviglioso libro di Dominique Lobstein, corredato dalle  splendide fotografie di Jean Pierre Gilson, che è tornato a visitare il giardino di Monet più e più volte, per vederlo cambiare con le stagioni, sorprendendosi ad ogni nuova fioritura e cogliendone delle visioni (impressioni!) con lo stesso atteggiamento che doveva essere stato dell’ideatore, o meglio, del pittore del proprio giardino.

 

Annunci