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Per diversi anni ho lasciato che la lunga balconata della mia casa sul lato strada fosse completamente sguarnita di piante. La vita familiare si svolge infatti in tutt’altra zona, intorno al terrazzo che dà sul cortile. Qui sì che invece si esprime prepotentemente la mia passione verde, dalla mattina quando osservo una ad una le mie piante sorseggiando il primo caffè, alla sera quando mi concedo un breve e confortante attimo di solitudine dopo aver messo a letto i bambini e mentre metto ben in fila nella mente tutti gli impegni dell’indomani.

Per quella lunga balconata sulla strada cercavo qualcosa che non mi costringesse, per annaffiature e cure varie, a sostarvi ogni volta per più di 30 secondi. Come sarebbe stato possibile ciò, se avessi scelto ad esempio delle classiche balconette con piante stagionali? A parte il lavoro di messa a dimora di nuove piantine almeno due volte l’anno, che noia sarebbe stato soprattutto in estate, ogni mattina, procedere dritto lungo 15 metri, fornendo ad almeno sei balconette il giusto quantitativo d’acqua! Problema superabile, se almeno lì vicino avessi avuto a disposizione un rubinetto! Mi ci vedevo invece, ad attraversare casa da un lato all’altro con innaffiatoio gocciolante e schiena dolorante!

Poi un giorno al garden ecco che finalmente arrivano le clematis montana. Non ne avevo mai coltivata una, ma abitavano i miei sogni ormai da lungo tempo! E’ stata una folgorazione, ho immaginato la mia balconata rivestita di un manto di fiorellini rosa, ed è nata così l’idea di disporre due bei vasi capienti ai lati della balconata, ad accogliere soltanto due esemplari di clematis montana. Nella mia mente i rami si sarebbero fatti strada da soli percorrendo la ringhiera fino a ricongiungersi nella sua parte centrale. Risultato: Solo due vasi da annaffiare per un’intera balconata fiorita!

Per certi versi l’idea può sembrare folle! La clematis montana è una pianta molto vigorosa, e la sistemazione in vaso non è di quelle ideali, e il progetto potrebbe risultare un fallimento. Ma sperimentare resta per me la parte più attraente della pratica del giardinaggio. Se da un lato risulta utile e necessario ascoltare i consigli degli esperti, dall’altro, osare può portare a risultati sorprendentemente validi e innovativi!