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Quando, sfogliando uno dei tanti cataloghi di piante on line – piacevole passatempo anche quando non si ha nulla da comprare – l’occhio è caduto sul Poncirus trifoliata, mi è passata tutta la vita davan… be’ no dai, tutta la vita no, ma quella volta che sarei dovuta andare a Londra e sono finita nel Salento, sì!

Ma come si fa a partire per Londra e arrivare in Puglia? Direte voi. Semplice: cercate di prenotare un aereo alla vigilia, che so, del ponte dell’Immacolata e vedrete se non vi ritroverete a consultare il meteo per scegliere un bel posto da raggiungere in auto… almeno in Italia! :-)

Poco male, alla fine è andata bene comunque! Anzi direi benissimo: ho visitato un pezzetto di Puglia in tre giorni e mi chiedo ancora quante vite ci vorranno per visitare tutto il resto! Perchè, vedete, quella terra è talmente affascinante che non si può fare a meno di desiderare di tornarci, consapevoli che ogni volta che lo faremo non basterà!

Perchè la Puglia è quel poco che ho visto quella volta, e altro, e altro e altro… come illustrava a me e agli altri ospiti, ormai quasi recitando a memoria, il signor Armando, proprietario della splendida masseria dove è avvenuto il mio primo incontro con il poncirus trifoliata (la foto l’ho scattata in quell’occasione).

Era nel giardino, anzi in uno dei giardini della masseria, immersa questa in un luogo incantevole di Ostuni (Brindisi), ettari su ettari di ulivi secolari su campi ricoperti di un’erba verde che più verde non si può, e muretti a secco, e cespugli di mirto e, quel caldo giorno di dicembre, pure un cielo blu tra i rami scuri e già spogli di quell’agrume così… diverso!

Sì, perchè il poncirus trifoliata è un agrume, e fin qui nulla di strano, ma la cosa stupefacente è che perde le foglie in autunno… l’unico agrume che presenti questa caratteristica! La natura l’avrà permesso affinchè tutti noi possiamo ammirare quella particolarissima e sorprendente conformazione dei rami (così irregolari e spinosi) che altrimenti rimarrebbe per sempre segreta…

Sarà stata questa sua proprietà a colpirmi così tanto? Abituata ai miei limoni, aranci e mandarini, per esserne stata circondata da quando si ha l’età per potercisi arrampicare su (e desiderare una casetta di legno proprio lì, su quei rami), non avrei mai potuto immaginare un agrume che non fosse sempreverde!

Ma non è solo questo… Vi sarete già chiesti il perchè del termine “trifoliata”. Ebbene, è per via delle sue foglie, tre in una, per un aspetto così singolare che vien voglia di farci un erbario apposta! :-)

E ora ditemi, quanti di voi hanno desiderato almeno una volta coltivare un agrume nel proprio giardino, o sul proprio balcone, pensando per esempio alla soddisfazione di raccogliere un limone direttamente dalla pianta e condirci un’insalata? Lo so, il problema con gli agrumi è che desiderano un clima mite e dunque non sempre possiamo permetterci di coltivarli. Io stessa non potrei farlo nel mio giardino in montagna! Be’, allora il poncirus trifoliata è proprio ciò che fa per noi! Perchè, pensate, resiste a temperature fino a -15°! Magnifico! Tutti potranno avere finalmente la loro pianta di agrumi! E oltre ad ammirarne i rami in inverno e i fiori in primavera, le foglie verdi in estate che diventano color oro in autunno, potremo utilizzarne anche i frutti per preparare conserve, liquori, e per profumare cassetti e armadi, sfruttando il loro intenso profumo.

Mentre scrivo questo post, osservo un fuscello alto una quarantina di centimetri che è proprio qui davanti a me. E’ arrivato a casa mia giusto qualche giorno fa. Ho chiesto a mio marito cosa ci vedesse. ‘Delle strane foglie, e delle spine…’ Io invece, non so perchè, ma più lo guardo e più penso a una distesa di ulivi, a pietra bianca, a un mosaico enorme, e pure a Londra. Ma com’è? :-)

Questo post è dedicato all’iniziativa #followflowers. Se vuoi partecipare anche tu scrivi a alfonsina.tartaglione@gmail.com.  Clicca sul banner #followflowers che trovi sulla barra laterale per scoprire i verdi desideri di altri appassionati…

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