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Capita, a volte, che si rimanga senza parole davanti a fatti e eventi di estrema bellezza. Paralizzati da un sentimento di ammirazione verso persone che con passione hanno dedicato la loro vita al tentativo di trasmettere messaggi che potessero favorire l’nterpretazione della realtà (o della finzione), e fornire la consapevolezza che si potesse uscire vittoriosi dalla lotta contro le meschinità della vita, una volta che queste fossero state smascherate. E capita, rapiti dall’incanto e dal ricordo, di temere di non avere dunque alcuna possibilità di comunicare il sentimento suscitato in noi dall’incontro con queste donne e uomini illuminati, e con chi ha il pregio di riportarli alla nostra memoria. E’ forse allora che si può provare ad esprimere le nostre emozioni affidandole semplicemente a un fiore, senza rischiare che i limiti della lingua rovinino l’estasi in cui siamo condotti da un’esperienza che sentiamo di eccezionale portata.
Provo dunque qui, a farlo a modo mio, offrendo una camelia, simbolo di profonda ammirazione, a Luca De Filippo e al grande teatro italiano del ‘900, che lui ha rappresentato per me una di queste sere che ho avuto l’onore di trascorrere in un luogo a dir poco magico, permeato in ogni angolo del ricordo degli autori e degli attori che hanno contribuito a rendere immortale la nostra cultura.
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Teatro San Ferdinando (Napoli): Luca De Filippo in “Le bugie con le gambe lunghe” (di Eduardo De Filippo)

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Mostra permanente dell’attore napoletano (Teatro San Ferdinando di Napoli): foto e vestiti di scena di Pupella Maggio, Tina Pica, Totò (rappresentato dalla sua mitica bombetta), Eduardo De Filippo e… Massimo Troisi (scritto col groppo alla gola, e pensando che, nonostante il tempo, mi manca ancora tanto…).

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