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Avendo tre chili di sorbe da smaltire (lo sapete, le ho comprate per festeggiare un compleanno speciale…) e dovendo ahimè aspettare che diventino ben mature per poterle mangiare (il detto “col tempo e con la paglia maturano le sorbe…” ci informa appunto della loro lenta maturazione, oltre ad invitarci ad esercitare la virtù della pazienza per cui non siamo mai abbastanza allenati! Io, almeno…) qualcosa dovevo pur inventarmi! :-)

Non c’e a mio avviso modo più decorativo di utilizzare le sorbe che acquistarne un fascio e lasciarlo così com’è, semplicemente sospeso in un luogo dove possa deliziare la vista nostra e di chi viene a farci visita.

Un’alternativa è quella di utilizzarle sfuse in un centrotavola che ne contenga una buona quantità. Non si può resistere alla tentazione di affondarvi la mano semplicemente per il piacere del contatto con quei deliziosi frutticini o alla ricerca di qualcuno che sia già abbastanza maturo da poter essere assaporato. In questo caso, mi raccomando, avvisate chi non lo sappia che non sia così incauto da provare a mangiarne uno qualunque: potrebbe essere un’esperienza che ricorderà amaramente per il resto dei suoi giorni! :-)

Ma devo dire che quest’idea di decorare (in questo caso un portacandela, ma le applicazioni possono essere praticamente infinite!), utilizzando l’abbinamento sorbe-edera in cui l’autunno secondo me viene rappresentato meravigliosamente, sia davvero indovinata! A questo tipo di decorazione si potrebbe pensare anche, perchè no, come tema per un allestimento floreale di nozze autunnali. Spose, che ne dite?

Per copiare il mio portacandela ci impiegherete un attimo. Vi servirà un piattino (il mio è in vetro), una candela, ago e filo, un ramo d’edera lungo circa mezzo metro e una manciata di sorbe. Avvolgete due volte su se stesso il ramo d’edera e posizionatelo sul piattino. Con ago e filo formate una coroncina di sorbe che possa circondare la candela e poggiatela sul cerchio d’edera. Fissate infine la candela sul piattino con qualche goccia di cera fusa. Facile, vero?