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Se non fosse per questa miniatura di albero che mi sono portata dietro dalla montagna e che ora mi guarda così teneramente dal tavolo della cucina, come potrei sopportare lo stato in cui versa il mio appartamento da quando abbiamo deciso di ritinteggiarlo? A proposito, è normale che mi abbiano smontato anche i radiatori? Diomio, non ce la posso fare! o_O

L’alberello si chiama Ailanto. In fondo c’e una foto della sua mamma, alta sugli otto metri. Bella, bellissima. Non so come abbia fatto questo piccolo a scampare alle recenti falciature d’erba, dato che finanche la vite canadese che stava arrampicandosi sul palo della luce (era alta già più di un metro!) è stata tirata via perchè scambiata per un’erbaccia! Poi si fanno chiamare giardinieri… Bah!

E’ molto semplice a fine estate riconoscere degli alberi neonati sull’erba falciata: basta scovare qualcosa di verde in mezzo ad una distesa gialla e guardare la somiglianza delle foglioline con quelle di qualche albero adulto che si trovi nelle vicinanze. Mi è successo giusto un anno fa con un noce e ricordo ancora l’emozione di quella piantina che insieme alla sua radice spuntava dal guscio intatto della noce da cui era nata…

Terrò sul mio terrazzino in città anche questo baby ailanto (accanto al leccio che è alto già più di me) in attesa di riportarlo in montagna quando avrà raggiunto un’ altezza tale da non essere scambiato per chissà quale altra pianta di cui liberarsi.

E fu così che il mio terrazzo si trasformò in vivaio forestale e tutti gli alberi vissero felici e contenti. :-)

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