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Per fare un prato occorrono un trifoglio e un’ape.

Un trifoglio e un’ape, e l’immaginazione.

L’immaginazione può bastare se le api sono poche.

[Emily Dickinson]

Ooohhhh, finalmente un bel libro! No, veramente! E non perchè io sia un appassionata di giardinaggio (però che sorpresa aver scoperto una Serena giardiniera!): questo libro è un vero piacere leggerlo!

Innanzitutto per i numerosi spunti da cui possiamo attingere per arricchire il nostro giardino. Che dire per esempio, della bio-tinozza per le piante acquatiche… mi è venuta una voglia pazzesca di coltivare anch’io ninfee e fior di loto! Sarà stato il racconto dell’idrorepellenza di quest’ultimo (che ho testato subito sul fiore appena sbocciato della mia magnolia che mi sembrava avere la stessa caratteristica (ce l’ha!)) o il recente giretto al garden center dove ho visto ninfee di tutti i colori… sta di fatto che ormai non riuscirò più a liberarmi di questo desiderio finchè non l’avrò esaudito! Peccato solo che non potrò liberare dei pesciolini rossi nella vasca per proteggermi dalle zanzare (vi ricorderete ormai della mia gattina, taaaaaanto delicata ;-): li mangerebbe in un sol boccone tutti e 2 o 3!), ma si troverà pure un altro rimedio, no?

E che dire delle descrizioni dei personaggi, più o meno noti, legati al mondo green: Libereso Guglielmi e i l suo rapporto con la famiglia Calvino, Yves Klein e la spasmodica ricerca della giusta sfumatura del blu, ma anche il simpatico vicino giardiniere che pianta rose rosse e zinnie multicolori nel giardino della Dandini, contro la sua volontà e i dettami della moda giardiniera…   

Ma soprattutto, “Dai diamanti non nasce niente” è una tale miniera di riferimenti bibliografici che non potete fare a meno di appuntarvi i titoli dei prossimi libri che comprerete (io ne ho già messi tre nella mia wish list su ibs e sono solo all’inizio del libro!). Sembra un po’ leggere “Come un romanzo” di Daniel Pennac (certo che questo scrittore mi è rimasto proprio nel cuore!): una miniera anche quella (non nel campo giardinaggio, però), da cui si parte per uno straordinario viaggio alla scoperta dei grandi romanzi…

Ora vi lascio perchè ho troppa voglia di rifugiarmi in qualche posto (tanto i miei bambini mi troveranno lo stesso! :D) per continuare la lettura, ma prima devo assolutamente rivedere la scena, che la Dandini mi ha ricordato, di Nanni Moretti in “Bianca” che interroga una pianta del suo balcone: “Hai troppo sole, poco sole? Cos’è che vuoi: più acqua, meno acqua… Perchè non parli!?! Rispondi!” :D

Ah,  dimenticavo, se siete curiosi di vedere il giardino di Serena Dandini, potete trovare qualche foto su Gardenia di giugno. Sono sicura che vi innamorerete, come me, del suo ginkgo variegato nano…