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Se ci penso, mi viene ancora da sorridere…

Perlustravo il giardino e l’occhio è inevitabilmente caduto sul letto di foglie ai piedi del cachi (vedi il post Il legno santo e dispettoso). Mi ci sarei tuffata sopra, come fanno i miei bambini sul lettone appena sistemato!

Ma poi, almeno in un primo momento, mi sono trattenuta anche dal camminarci sopra: volevo che nessuna foglia venisse spostata dalla posizione in cui si trovava. Era come se qualcuno avesse meticolosamente pensato a sistemarle una ad una fino a formare quel magnifico tappeto variopinto.

Dopo qualche minuto di contemplazione non ho resistito e ho cominciato a passarci sopra, andando avanti e indietro, per osservare da vicino tutte le gradazioni di colore di cui erano rivestite le foglie. Ho cominciato a raccoglierne qualcuna. Solo qualcuna, mi sono detta, giusto per portarmi via un po’ di questi magnifici colori. Guardandole a casa, mi sarei ricordata dello spettacolo a cui avevo assistito.

E raccogliendo raccogliendo mi son fatta prendere la mano… Risultato: due sacchetti pieni di foglie. E menomale che non volevo neppure sfiorarle! :D

Ho pensato che forse mi sarebbero servite per qualche decorazione natalizia. Ecco tutto! No, non cerco di giustificarmi… Ma poi,veramente in quel momento pensavo che si sarebbero conservate così belle per un mese e più? Follia, pura follia! Già dopo un paio di giorni hanno cominciato a cambiare colore…

Ricordate Heidy e i panini nell’armadio? Ogni giorno, a Francoforte, conservava un panino nell’armadio per averne abbastanza da regalare alla nonna quando sarebbe andata a travarla in montagna. Chissà come doveva esserci rimasta male nell’accorgersi che i panini si erano tutti induriti e ammuffuti!

Io ho fatto lo stessa cosa con le mie foglie e se ci penso mi viene ancora da sorridere…