Tag

, , , , , ,

Primo lavoro in montagna: sgomberare il terreno dai sassi.

Non potevo immaginare che fosse così faticoso. Due domeniche di duro lavoro per liberare la zona dove in un primo momento avevamo previsto un muretto a secco. Per semplificare l’operazione abbiamo fatto rotolare i sassi nella parte più bassa del pendio utilizzando dei rastrelli. Per adesso li lasciamo lì, in attesa di recuperare le forze e una buona idea per la loro destinazione. Invece di costruire un muretto, vogliamo provare a piantare una siepe lungo la parte più bassa del pendio e una staccionata sulla parte più alta. Valuteremo in seguito se questa sarà stata una buona soluzione. Ora la nostra attenzione è sull’aiuola grande tra le due entrate della casa. Stesso problema: sassi in quantità. Stessa soluzione: sfruttare la pendenza del terreno per ridurre la fatica. Contiamo di concludere anche questo lavoro in due giornate. Purtroppo il tempo delle ultime domeniche non è stato clemente e non ci ha consentito di avanzare velocemente nell’attività…

Secondo lavoro in montagna: sfoltire il bosco.

Buona parte del terreno è occupata da un fitto boschetto che va sgombrato dalle piante più piccole per far respirare quelle più grandi. In particolare, un abete era completamente sovrastato per un lato da un albero dalle sembianze di un ulivo selvatico. Avremmo dovuto decidere se tenerci l’abete o l’ulivo, ma alla fine abbiamo optato per salvare entrambi, ridisegnando la chioma dell’ulivo. Non c’è voluto poco per tagliarne i rami evitando che cadendo rovinassero l’abete, e per farsi strada tra i rovi che erano arrivati fin su in cima. Ma alla fine l’obiettivo è stato raggiunto.

C’è ancora un’infinità di sassi da sistemare e di rami da tagliare, ma ci vorranno anni… Oppure si potrebbe fare un’offerta al priore Philip per la sua cattedrale di Kingsbridge. La pietra e la legna a lui, un terreno sgombro a me. Pensate che accetterebbe?