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C’è un albero che si decora da solo per Natale, il melograno appunto. Troppo presto però, dato che per il 25 dicembre avrà già perso tutto l’addobbo. Chi di voi ha il piacere di conoscerlo può concordare con me nel ritenere che si tratti di una pianta che cattura l’attenzione in tutte le stagioni. A giugno, in particolare, si ricopre di quei “bei vermigli fior”, fonte di ispirazione di grandi poeti. Le foglioline, piccole piccole, prima di cadere si colorano di un giallo dorato molto interessante. Ma io lo preferisco in questo periodo, con i bei frutti diventati ormai rosso-fucsia che spiccano sul fogliame ancora verde. Mia madre ne possiede uno per il quale ha trovato un’ ottima collocazione, all’entrata del suo giardino. I rami si appoggiano quasi al cancello facendo un tutt’uno con esso. Ormai non riuscirei più ad immaginare l’uno senza l’altro.

Il frutto contiene semi molto succosi e dall’ottimo sapore, peccato solo che io non riesca proprio ad ingoiarli.

Abbiamo pensato di piantare dei melograni anche nel nostro giardino in montagna. Lì la temperatura è un po’ più bassa (siamo sui 700 metri s.l.m.) e quindi i frutti dovrebbero conservare il loro bel colore fino a Natale, decorando quindi gli alberi per l’occasione.