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From_Marie_Antoinette_s_Garden

Si poteva essere regina di uno dei paesi più influenti d’Europa del diciottesimo secolo e contemporaneamente provare estremo piacere nell’affondare le proprie mani nella terra, non permettendo che un singolo fiore appassisse senza che vi si fosse posato il proprio sguardo. Accadeva nella Francia di Luigi XVI, a Maria Antonietta sua consorte. E in effetti, la vita della più famosa regina di Francia, giunta alla reggia di Versailles appena quattordicenne, trascorse tra mille contraddizioni, che la portarono anche in giardino a dividersi tra il desiderio di ricreare uno stile di vita semplice, campagnolo, che le ricordasse la sua infanzia in Austria, e la necessità di spendere ingenti somme di denaro per far fronte a tale progetto.

Il Petit Trianon e il parco circostante, a cui ci si riferisce come al giardino di Maria Antonietta, le fu donato da Luigi XVI nel 1774: A te che ami così tanto i fiori, dono questo bouquet. Un bouquet che divenne da subito il suo rifugio dal mondo, o almeno da quella vita di corte che tanto detestava. Un allontanamento che lei stessa si impose, e che più avanti le sarebbe costato caro…

From Marie-Antoinette’s garden, di Elisabeth De Feydeau, fornisce una descrizione molto dettagliata del giardino di Maria Antonietta. Sottoforma di erbario, corredato da schede botaniche e illustrazioni del diciottesimo secolo, e costruito secondo i progetti di Richard Mique, architetto della regina, il libro accompagna il lettore lungo la storia e la bellezza di un giardino pieno di fascino. Attraverso i viali formali del French Garden e i sentieri sinuosi dell’English Garden, dopo una sosta presso il Belvedere e un’altra al Temple of Love, si è condotti finalmente all’Hamlet (l’Hameau de la reine), voluto fortemente da Maria Antonietta, un vero e proprio villaggio rurale, dove ella si sentiva davvero libera dalle costrizioni imposte dalla vita a palazzo.

Numerosi nel libro gli aneddoti legati alla vita pubblica e privata della regina. Tutti rimandano alla sua grande passione per i fiori, di cui amava molto adornarsi, così come documentato dai numerosi dipinti che la ritraggono. Anche nei tristi giorni della reclusione, i fiori che Madame Richard, moglie del custode, le portava ogni mattina riuscivano a recarle sollievo e distoglievano i suoi pensieri dal destino che l’attendeva.

Maria Antonietta era molto affascinante e intelligente. Sebbene la storia ce la restituisca anche come donna frivola, irresponsabile e assetata di lusso, il libro di  Elisabeth De Feydeau contribuisce sicuramente a farcela amare, o almeno perdonare, non solo per l’eredità di un giardino che ha lasciato a tutti coloro che vogliono ammirarlo, ma per quel suo sporcarsi le mani tra nuove semine e trapianti che è tanto comune a tutti noi che abbiamo fatto del verde la nostra più grande passione.

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